
Il dizionario etimologico indica che alla radice della parola “manutenzione” c’è la parola “mano” e che da essa ne originano varie altre: manifattura, manufatto, manovra … Mantenere significa far durare. Attraverso la capacità di osservare l’oggetto nel suo insieme e nelle sue parti, prestargli attenzione, individuare le rotture, la mano attenta e paziente può riparare e dare nuova vita a ciò che si era rotto.
È un’esperienza opposta al gettare via, al sostituire frettolosamente alla ricerca della perfezione, una lezione contraria al consumismo cui i ragazzi sono così esposti e pone a contatto col senso di transitorietà e di incostanza di tutto ciò che accade dentro e fuori di noi, ma anche con la bellezza che può contenere un oggetto riparato, in virtù della sua storia e del servizio che ha reso.
Nella grande struttura del Centro, il bisogno di manutenzione è continuo. Ogni giorno c’è qualcosa che richiede di essere riparato, proprio come ogni giorno si affrontano le riparazioni interne di ciascuno. Molti ragazzi si appassionano a questa attività, sperimentando il piacere di veder funzionare di nuovo qualcosa che si era inceppato o rotto. In questo ambito possono acquisire piano piano nozioni di base di meccanica, di sistemi elettrici o idraulici, di restauro. Ma sono anche contemporaneamente esposti alla metafora del far fronte agli eventi traumatici e dolorosi della vita, alla possibilità di riorganizzarli e uscirne rafforzati.











