
Il grande orto è per i bambini e i ragazzi uno spazio privilegiato di apprendimento, di partecipazione al lavoro, di pensieri stimolati dalla varietà dei fenomeni che si possono osservare. Procura piacere vedere un bell’orto con le file di pomodori, di insalata da una parte, dall’altra l’aglio, cipolle, i fagiolini rampicanti, tanti ortaggi diversi che insieme formano un’immagine affascinante. L’orto è attraente, mette in contatto il bambino e l’uomo con il ritmo della natura, coi temi fondamentali della vita: la nascita, la crescita, la maturazione, la morte.
I cicli stagionali dei diversi ortaggi prevedono fasi che, ciascuna con le proprie caratteristiche, contengono una grande ricchezza di opportunità. Si dissoda la terra e si concima con il letame; si semina in campo e, più spesso, in serra dove le piantine crescono, mettono radici e foglie fino a che possono essere poste a dimora nel campo. Occorre costruire i solchi, disegnare linee parallele, misurare le distanze fra le coltivazioni e fra le singole piante. Il tempo della crescita è anche il tempo dell’attesa, che richiede di affrontare e tollerare la frustrazione per gli imprevisti naturali che ostacolano lo sviluppo o rovinano i prodotti. Poi, viene il momento del raccolto e del piacere di portare in cucina e poi in tavola i prodotti coltivati e, finalmente, assaporarne nel piatto il gusto.
Spargere il letame è un’esperienza particolare di allegria e di libertà. I bambini vanno e vengono dal cumulo del letame al campo con carriole e forconi e coprono tutto il terreno di letame. E’ un’operazione lunga, faticosa, accompagnata dall’intenso odore del letame che è l’odore della stalla, delle mucche. Lavorare con la “cacca” diverte i bambini, avere a disposizione una montagna di cacca da lanciare è davvero un’occasione insolita. E’ un lavoro dal sapore un po’ trasgressivo, che si può fare senza essere sgridati, ma anzi essendo esortati a farlo e approvati.
Per mettere a dimora le piante occorre disegnare linee parallele nel campo per scavare i solchi. Bisogna misurare la terra per calcolare le aree destinate ai diversi ortaggi, la distanza fra le coltivazioni e fra le singole piante. L’orto è aula privilegiata di geometria. Mentre si lavora nell’orto può succedere che l’attenzione venga catturata dall’ombra di un palo sul terreno. L’insegnante sospende il lavoro e racconta la storia di Talete, di come era riuscito a calcolare l’altezza della piramide misurando l’ombra. I bambini seduti osservano l’ombra, la toccano e incantati da questa geometria viva si avvicinano a pensieri astratti come l’invarianza della forma alla variazione di dimensione. E questa conoscenza incarnata si imprime nella memoria.
Una bimba canta dell’orto:
I pensieri che nascono
qui sono coltivati
c’è un piccolo seme dove c’è scritto
per far crescere i pensieri
io lo so che voi tutti lo sapete
che i pensieri nascono e si possono far crescere
come una rosa che sboccerà.



















